Ieri sera, prima di coricarmi definitivamente, sento un sms: Nui mi aiutava buon viaggio e un arrivederci alla prossima volta. Stamattina ho sonnissimo e sposto più volte la sveglia fino a che non sento il trillo del messaggio, Nui mi scrive “Morning. Mr bababobo are u wake up?” , mi metto a ridere come un pazzo. Si perché quella parola significa proprio pazzo, ieri sera abbiamo giocato in quante più lingue sapevamo dire la parola pazzo: ha vinto lei: thai, cambogia, Cina e Laos, mentre io potevo sfoggiare solo il francese, in spagnolo non me lo ricordavo e, anche tirando fuori il piemontese non ce l’ho fatta! Ad ogni modo il suono più simpatico é quello thai! Mi rendo conto solo ora che non ho piu magliette pulite, e non posso fare 24 ore in mezzo alla gente con qualcosa addosso di puzzolente, per fortuna avevo preso della roba da vestire per souvenir: useró quella.Ieri quando ho chiesto alla reception di chiamarmi un taxi per l’aeroporto, la tipa é stata molto onesta, dicendomi che se lo prenota lei sono 500 bath, ma se esco in strada ne trovo a molto meno, allora preparo i miei bagagli e scendo: più facile del previsto! I taxi ronzano attorno agli alberghi a tutte le ore, per cui quando arrivo col mio zainone c’é già qualcuno con dei ridicoli grandi occhiali bianche che mi chiede se ho bisogno: ci accordiamo per 400 bath. Normalmente da tassametro varia tra i 300 e i 400 dipendente dal traffico, ma poi dall’aereoporto sono 50 in più per la commissione e ciascun anidra cerca di farti pagare qualcosa in più: vuoi per la mancia, vuoi per un autostrada più veloce dell’altra: questo é stato onesto: 400 bath e spegnano il tassametro, nessuna richiesta al casello dell’autostrada. In aereoporto faccio tutto con molta calma, e prima di salire mentre mando l’ultimo messaggio a Nui, ricevo anche la chiamata di Jit, che si é ricordata l’ora del mio volo: che carina! Partiamo in orario, l’hostess mi chiede di cambiare il mio posto con una signora con bimbo piccolo, accetto! Poi arriva una coppia che mi chiedono il favore di spostarmi per farli stare assieme, accetto: che coincidenza, torno al mio posto originale davanti, verso il corridoio, mi devo giocare il numero : 32c. Portano il pranzo verso le 15, io avevo scelto dal menù il pesce ma mi son dovuto accontentare dei rigatoni al pollo, ottimo invece i gamberetti con la mela, arriva anche un bicchiere di vino, ma dopo due sorsi capisco che é meglio lasciar stare. Dopo pranzo provo a dormire ma non ci riesco, c’é un piccolo bambino vietnamita con la nonna che fa un gran casino, lei non da ne il thai ne l’inglese così comunichiamo a gesti e quando gli chiedono cosa mangiare rispondo io per lei e il bimbo, intanto passo il resto del pomeriggio a leggere fino alle 7 quando arriva cena. Alle 8 sono a Monaco, ora devo passare qui la notte, il mio volo é alle 6, potrei anche fare un giro per la città! Intanto esco a prendere una boccata d’aria fresca. É davvero fresca! La gente gira in maniche corte, ma io é da un mese che sudo a fare 2 passi e la camicia cambogiana é veramente sottile, mi metto la scarpina che mi son portato ma non mi aiuta molto. Mi siedo al McDonald con una coca a cercare qualche wifi, niente… tutto a pagamento. Mi alzo e vago un po.. Gli aeroporti sono proprio dei non-luoghi, poi sono nella situazione più surreale, inizia a farsi notte e nonostante ci sia abbastanza movimento nella piazzetta, tutti i negozi sono chiusi e anche i voli iniziano ad essere radi, la zona check-in e assolutamente deserta, ora mi sono spostato in un altro locale, forse quello che chiude più tardi, c’é persino musica dal vivo che arriva dallo stand dell’ Audi, ovviamente stavolta prendo la birra! Dopo un mese a leggere i menù con lingue tanto diverse e soprattutto alfabeti completamente diversi pensavo di essermi adattato, invece con il menù solo in tedesco sono completamente disorientato: chissenefrega, guardo il tipo e dico “birra!” lui non fa domande e mi porta un boccale! Quando arrivo a meta’ inizio già a sentire l’alcool, forse é anche la stanchezza e il senso di disorientamento, pero vorrei evitare di essere sbronzo: prendo qualcosa da mangiare e, visto che non capisco assolutamente il menù, prendo quello che ha preso il mio vicino: un tagliere di formaggi. Non ho fame e infatti non finisco il piatto e finisco a malapena la birra, e ho freddo qui fuori, pago ed entro. Magari mi porto avanti per domani: i check-in apre alle 5, ok! Trovo una posticino e mi sdraio di traverso su 3 sedili. É una strana sensazione, mi sento più osservato qui a monaco che dall’altra parte del mondo: sara’ che l’aeroporto qui non é certo come Francoforte, molto più piccolo e forse non sono così abituati a vedere tutti i tipi di stranieri, o forse saro’ io che forse ho un aspetto davvero strano! Forse la camicetta bianca con la sciarpa, capelli arruffati , sguardo un po allucinato e sorriso sornione, sara’ che mi siedo sempr togliendomi le scarpe e incrociando le gambe, sara’ che ora sono l’unico che passa la notte qui, non vedo nessun’altro :) verso le 3 mi alzo e vado in bagno tutto insolenIto, mi sento l’unico abitante di questa zona: gli unici rumori non sono provocati da umani ma da macchine! Sento vibrare il telefono: é la sveglia, sono le 5, faccio check-in, mangio panino e caffè e risalgo sull’ultimo aereo: aereo piccolissimo, con solo 4 sedili per fila, e mezzo vuoto: saremmo una dozzina. Poco meno di due ore e sono a caselle, con il finanziere che mi chiede se ho comprato roba elettronica o di alta moda, fortunatamente gli é bastata la risposta, senza controlli, altrimenti avrei dovuto passare altro tempo. Arrivo a casa che sono le nove del mattino, non ho sonno anche se mi sento uno straccio, speriamo non ci vada troppi giorni a smaltire il fuso. Qui finisce l’avventura nella terra di khmer, la cosa più preziosa che mi porto dietro é il sorriso: una delle armi più potenti e meno pericolose, sintomo e causa della gioia, sorridi, e il mondo ti sorriderà.
Ieri sera non riuscivo a prender sonno e ho guardato l’ultima volta l’ora alle 2:30, stamattina alle 6:30 mangiavo le uova col bacon. Il van passa a prendermi alle 7:30, ma ora che andiamo a beccare altri turisti, cambiamo 2 volte mezzo, partiamo che son le 8:30. Verso le 9:30 visitiamo il primo wat, fuori dalla città, poi un secondo e infine ci fermiamo ad un enorme budda sdraiato, poi un altro, poi ancora, poi perdo il conto. I templi sono ovviamente delle rovine, visto che questa era la precedente capitale, me é stata distrutta dai birmani, e mai più ricostruita in favore dello spostamento verso Bangkok, rimangono comunque parecchie cose da vedere e si riesce ad immaginare la grandiosità passata. Mentre pranziamo faccio conoscenza con un olandese che ha studiato 3 mesi a Singapore ed ora da un po il turista prima di tornare a casa. Poi faccio un giro per quel luogo dove c’é il budda di bronzo più grande di tutta la Thailandia , poi altre rovine, ritrovo alle 14. Il caldo mi sta facendo squagliare, e sento la fronte scottata dal sole, non capisco come sia possibile visto che il cielo é perennemente coperto dalle nubi. Quando ripartiamo facciamo solo più una tappa al palazzo reale di uno dei Rama, costruito nel 1700, all’interno del grande parco si trovano diversi edifici: una torre khmer, un tempio thai, ma anche un palazzo in stile francese, uno vittoriano, uno greco e uno cinese. Un chiaro sintomo delle aspirazioni internazionali di un paese, o per lo meno di un re, molto ambizioso, in un periodo di imperialismo e colonialismo nella zona. Sono davvero cotto dal caldo e sento le poche ore di sonno: sono il primo a presentarmi al punto di ritrovo. Il viaggio di ritorno lo passo leggendo il mio libro, mentre fuori inizia a piovere forte. Quando arriviamo a Bangkok, l’autista passa dicono al mio albergo ma gira la via prima, io lo fermo gli dico che doveva andare dritto, ma é senso unico, così scendo li. Adesso piove che budda la manda, sono tutti bloccati sotto qualche riparo, ma sono troppo stanco per aspettare da qualche parte, cerco di passare sotto qualche riparo fortuito mentre mi dirigo verso l’albergo. Quando arrivo sono fradicio, ma salgo e mi godo una lunga doccia, metto in carica il telefono e mi stendo a riposare. Non prendo sonno, così alle 7:30 sento fame e scendo a mangiare: visto che é l’ultima cena thai, prendo i deliziosi gamberetti in agrodolce. Finiti quelli la fama non é ancora placata, così mi faccio pure una bistecca, probabilmente la cena più cara che abbia fatto qui: 400 bath, 10 euri. Esco dall’albergo verso le 9 e, attraversando la via più incasinata, vado dalle amiche massaggiatrici: stavolta esagero, faccio quello da due ore per la folle cifra di 10 euri. Stavolta non ho più la cambogiana di ieri, ma una tipa anche più sveglia. In due ore abbiamo scambiato qualche chiacchiera sporadica, interrotti spesso dalla pazza che si comporta come una ragazzina, che viene a farmi i dispetti! Ad un certo punto, sono l’unico cliente, la mia massaggiatrice sta lavorando su un braccio. Sento che qualcuno si siede dall’altra parte e mi prende l’altro braccio: é la pazza! Mi fa scrocchiare le una un dito alla volta contando 20 bath a dito… e io rido di gusto insieme all’altra. Dopo le due ore sono davvero al settimo cielo, e quando scendo per uscire, esce con me anche la mia massaggiatrice, e si siede lo fuori, a fare marketing. Io rimango li fuori e iniziamo a chiacchierare: si chiama Nui, 31 anni divorziata con un figlio di 7. Mi dice che li il 99% dei matrimoni finisce, é originaria dell’ Isaan nel nordest. La più povera del paese, vive a Bangkok, e il bimbo é dai nonni, che lei va a trovare una settimana ogni 3 mesi. Dopo un po’ arriva una signora cinese e ci porta delle cose da mangiare. Mi dice con aria familiare che oggi é il china day, e mi porge un piatto di pollo e noodles. Da quanto ho capito, tra gli esercenti c’é una certa fratellanza,anzi un senso di famiglia, e quindi quelli che fanno da mangiare, ne portano , a fine serata agli altri. La conversazione é così piacevole che non mi rendo conto che sono quasi le 3, ci scambiamo i numeri e magari ci rivedremo la prossima volta che passo di li. Percorrendo la solita via, a quell’ora si é completamente trasformata: tutti i venditori e i negozi sono chiusi e rimangono aperti e più chiassosi i locali dove si beve, ma la cosa più diversa é che con quasi la stessa frequenza dei negozi é stata sostituita da altrettante signorine vestite molto poco e molto ammiccanti. Mentre cammino mi rendo conto che il loro approccio é più vicino a quello dei bambini cambogiani che a quello dei proprietari dei carretti. Ti agganciano, anche fisicamente, e di chiedono dove vai, e se ti capita di dire :”vado a dormire”, la risposta immediata é “vengo con te”, dopo il primo rifiuto ti senti anche ribattere “please..”. Devo dire che nonostante tutto non mi sembra così squallido come in qualche via di Torino, ma soprattutto come quel postaccio in Cambogia, anzi devo dire che per un qualsiasi maschio-sano-eterosessuale-single é anche un piacere passeggiare con un sacco di belle ragazze che ti pregano di lasciarle salire in camera tua: rafforza moltissimo l’autostima! Arrivo in camera, faccio la doccia e inizio a sistemare alcune cose, poi scrivo e posto. Avevo calcolato di avere più tempo: il volo é all’una, ma io devo partire da qui alle 10, ed ora sono le 4:30, finirò domattina, poi passeró 19 ore, che col fuso diventano ben 24, tra aerei e aeroporti :( massi mi godo l’ultima serata qui.












