nella terra di Khmer
Giorno 24, last and long day, il rientro

Ieri sera, prima di coricarmi definitivamente, sento un sms: Nui mi aiutava buon viaggio e un arrivederci alla prossima volta. Stamattina ho sonnissimo e sposto più volte la sveglia fino a che non sento il trillo del messaggio, Nui mi scrive “Morning. Mr bababobo are u wake up?” , mi metto a ridere come un pazzo. Si perché quella parola significa proprio pazzo, ieri sera abbiamo giocato in quante più lingue sapevamo dire la parola pazzo: ha vinto lei: thai, cambogia, Cina e Laos, mentre io potevo sfoggiare solo il francese, in spagnolo non me lo ricordavo e, anche tirando fuori il piemontese non ce l’ho fatta! Ad ogni modo il suono più simpatico é quello thai! Mi rendo conto solo ora che non ho piu magliette pulite, e non posso fare 24 ore in mezzo alla gente con qualcosa addosso di puzzolente, per fortuna avevo preso della roba da vestire per souvenir: useró quella.Ieri quando ho chiesto alla reception di chiamarmi un taxi per l’aeroporto, la tipa é stata molto onesta, dicendomi che se lo prenota lei sono 500 bath, ma se esco in strada ne trovo a molto meno, allora preparo i miei bagagli e scendo: più facile del previsto! I taxi ronzano attorno agli alberghi a tutte le ore, per cui quando arrivo col mio zainone c’é già qualcuno con dei ridicoli grandi occhiali bianche che mi chiede se ho bisogno: ci accordiamo per 400 bath. Normalmente da tassametro varia tra i 300 e i 400 dipendente dal traffico, ma poi dall’aereoporto sono 50 in più per la commissione e ciascun anidra cerca di farti pagare qualcosa in più: vuoi per la mancia, vuoi per un autostrada più veloce dell’altra: questo é stato onesto: 400 bath e spegnano il tassametro, nessuna richiesta al casello dell’autostrada. In aereoporto faccio tutto con molta calma, e prima di salire mentre mando l’ultimo messaggio a Nui, ricevo anche la chiamata di Jit, che si é ricordata l’ora del mio volo: che carina! Partiamo in orario, l’hostess mi chiede di cambiare il mio posto con una signora con bimbo piccolo, accetto! Poi arriva una coppia che mi chiedono il favore di spostarmi per farli stare assieme, accetto: che coincidenza, torno al mio posto originale davanti, verso il corridoio, mi devo giocare il numero : 32c. Portano il pranzo verso le 15, io avevo scelto dal menù il pesce ma mi son dovuto accontentare dei rigatoni al pollo, ottimo invece i gamberetti con la mela, arriva anche un bicchiere di vino, ma dopo due sorsi capisco che é meglio lasciar stare. Dopo pranzo provo a dormire ma non ci riesco, c’é un piccolo bambino vietnamita con la nonna che fa un gran casino, lei non da ne il thai ne l’inglese così comunichiamo a gesti e quando gli chiedono cosa mangiare rispondo io per lei e il bimbo, intanto passo il resto del pomeriggio a leggere fino alle 7 quando arriva cena. Alle 8 sono a Monaco, ora devo passare qui la notte, il mio volo é alle 6, potrei anche fare un giro per la città! Intanto esco a prendere una boccata d’aria fresca. É davvero fresca! La gente gira in maniche corte, ma io é da un mese che sudo a fare 2 passi e la camicia cambogiana é veramente sottile, mi metto la scarpina che mi son portato ma non mi aiuta molto. Mi siedo al McDonald con una coca a cercare qualche wifi, niente… tutto a pagamento. Mi alzo e vago un po.. Gli aeroporti sono proprio dei non-luoghi, poi sono nella situazione più surreale, inizia a farsi notte e nonostante ci sia abbastanza movimento nella piazzetta, tutti i negozi sono chiusi e anche i voli iniziano ad essere radi, la zona check-in e assolutamente deserta, ora mi sono spostato in un altro locale, forse quello che chiude più tardi, c’é persino musica dal vivo che arriva dallo stand dell’ Audi, ovviamente stavolta prendo la birra! Dopo un mese a leggere i menù con lingue tanto diverse e soprattutto alfabeti completamente diversi pensavo di essermi adattato, invece con il menù solo in tedesco sono completamente disorientato: chissenefrega, guardo il tipo e dico “birra!” lui non fa domande e mi porta un boccale! Quando arrivo a meta’ inizio già a sentire l’alcool, forse é anche la stanchezza e il senso di disorientamento, pero vorrei evitare di essere sbronzo: prendo qualcosa da mangiare e, visto che non capisco assolutamente il menù, prendo quello che ha preso il mio vicino: un tagliere di formaggi. Non ho fame e infatti non finisco il piatto e finisco a malapena la birra, e ho freddo qui fuori, pago ed entro. Magari mi porto avanti per domani: i check-in apre alle 5, ok! Trovo una posticino e mi sdraio di traverso su 3 sedili. É una strana sensazione, mi sento più osservato qui a monaco che dall’altra parte del mondo: sara’ che l’aeroporto qui non é certo come Francoforte, molto più piccolo e forse non sono così abituati a vedere tutti i tipi di stranieri, o forse saro’ io che forse ho un aspetto davvero strano! Forse la camicetta bianca con la sciarpa, capelli arruffati , sguardo un po allucinato e sorriso sornione, sara’ che mi siedo sempr togliendomi le scarpe e incrociando le gambe, sara’ che ora sono l’unico che passa la notte qui, non vedo nessun’altro :) verso le 3 mi alzo e vado in bagno tutto insolenIto, mi sento l’unico abitante di questa zona: gli unici rumori non sono provocati da umani ma da macchine! Sento vibrare il telefono: é la sveglia, sono le 5, faccio check-in, mangio panino e caffè e risalgo sull’ultimo aereo: aereo piccolissimo, con solo 4 sedili per fila, e mezzo vuoto: saremmo una dozzina. Poco meno di due ore e sono a caselle, con il finanziere che mi chiede se ho comprato roba elettronica o di alta moda, fortunatamente gli é bastata la risposta, senza controlli, altrimenti avrei dovuto passare altro tempo. Arrivo a casa che sono le nove del mattino, non ho sonno anche se mi sento uno straccio, speriamo non ci vada troppi giorni a smaltire il fuso. Qui finisce l’avventura nella terra di khmer, la cosa più preziosa che mi porto dietro é il sorriso: una delle armi più potenti e meno pericolose, sintomo e causa della gioia, sorridi, e il mondo ti sorriderà.