nella terra di Khmer
Giorno 20 i khmer

La sveglia suona presto, ma nonostante sia andato a letto alle 9 ho ancora sonno, scendo verso le 8 a far colazione con uova e bacon. Esco e mi avvio verso il palazzo reale, oggi farà caldo. A meta strada prendo un passaggio in moto per mezzo dollaro e arrivo davanti al palazzo: molte zone non sono visitabili in quanto sono attive, la pagoda d’argento é un edificio davvero imponente, anche se la sua caratteristica, ovvero il pavimento tutto fatto d’argento non é visibile, e laddove c’é una zona scoperta, il metallo non é certo lucente come dovrebbe esserlo, così quello che risalta di più sono le decine di statue preziose, oro, argento, smeraldo e diamanti, molto bella anche la riproduzione dell’angkor wat. Esco e vado a vedere il museo dei khmer, di fuori sembra enorme, ma non é poi così grande come spazi occupati, ci sono pero un sacco di statue di visnu, e comunque molta cultura indù, mista a divinità locali e buddismo. L’edificio sembra un tempio, con all’interno una zona verde, assieme al cielo nuvolo viene fuori anche una bella cornice per le mie foto. Assisto anche ad una danza khmer, molto interessante, basata sulla raccolta e sull’amore. Quando esco é quasi l’uno e sento i morsi della fame, prima però meglio che mi procuri dei soldi: provo a prelevarli in un western Union, ma non funziona nessuna mia carta, allora cambio un pezzo da 20 euro che avevo nel portafolio ad un chiosco : 24 dollari! Lo strano é che sia all’ATM, sia al chiosco, nessuno a preso in considerazione di darmi dei rial, solo dollari! Vabbeh, ora vado nel posto dove ho preso la birra ieri, é quello più ombreggiato, e prendo il menù della casa. Tagliatelle, hamburger , e un pasticcio di verdure e salsa di pomodoro, col quale ci ho condito la pasta: davvero ottimo! L’unico problema é che il piatto era veramente abbondante e mi sonnoasciato trascinare a finirlo. Ora sono pienissimo e ancora più sudato, torno in albergo a fare una pennichella, così magari riesco anche a fare vita un po più notturna. Non dormo molto, ma non esco fino alle 16:30, si sta bene al fresco del condizionatore, peccato che la mia camera non abbia nessuna finestra, altrimenti avrei guardato il tempo prima di uscire. Ci sono dei nerissimi nuvoloni all’orizzonte, ma ormai sono fuori, mi dirigo a nord, verso un wat ch ho letto essere sul punto più alto della città. Appena giunto, il tempo di scattare 2 foto e iniziano i goccioloni. Ora sono bloccato qui, non rimane che andare a vedere dentro. Il tempio é molto scuro, ma relativamente tranquillo, mi trovo un angolino e faccio meditazione. Sono quasi le sette ed inizia a fare buio, sono sempre bloccato al tempio, in attesa che smetta, con me alcuni turisti, che mi chiedono addirittura informazioni sul night market: beh, ci son stato ieri, gli mostro la mappa offline sul mio iPhone. Scrivo un po di cose su un file che ho chiamato “anno sabbatico” fino a circa le 19:30 quando finalmente smette di piovere. Scendo da li e mi incammino, quando si ferma il primo tuk tuk: ha l’aria molto simpatica, ed inizia a propormi un sacco di cose, da sacchetti di erba che ha sotto il sedile, a tutti luoghi che voglio vedere in città: compresi quelli dai massaggi particolari. Per il momento ho solo voglia di mangiare e di una birra. Gli lascio un dollaro e lui mi dice che torna tra un ora. Pranzo un piatto di vitello in salsa di lime: un po dura la carne, ma molto buona la salsa, anche se un po piccante. Finita cena arriva il mio driver, che mi porta un po a spasso, dopo qualche giro lungo il fiume e nella via dei negozi, si ferma in un posto dove non vedo nulla, mi dice di venire a dare un occhiata, scendo con circospezione. Mi fa entrare in una specie di garage, scosta una tenda e mi dice di guardare dentro: una ventina di ragazze tutte vestite uguali stavano guardando la televisione, e appena entro fanno quasi finta di non vedermi, mentre un altro tizio dall’aria mafiosissima mi chiede di sceglierne una. Rimango davvero di sasso, non mi aspettavo proprio quella scena, le ragazze avranno avuto (mi auguro) appena diciotto anni, il luogo malsano, eppoi la scelta, di fronte a tutte, come fossero capi di bestiame: davvero mi si é riempito il cuore di tristezza, che ho dovuto trattenere per qualche istante e contenere la situazione. Sorrido, fingendo sufficienza, mi giro senza dire nulla e faccio segno al mio driver, let’s go, too small for me! Cammino dritto verso il tuk tuk, nella speranza che nessuno se la prenda per quel gesto, sento lo sguardo degli altri uomini su di me, ma non cedo, salto sul mezzo con un balzo, riportami all’hotel, please, sono stanco. Durante il viaggio dice che le ragazze sono vietnamite ma sono comunque tutte maggiorenni, ma se mi piacciono più grandi mi porta in altri posti: voglio solo che mi riporti a casa! Finalmente sono in camera, ma ho ancora davanti agli occhi quella scena terribile, gli sguardi di quelle ragazzine, lo squallore di quel posto, davvero da incubo.