nella terra di Khmer
Giorno 21 last in cambodia

Stanotte non riuscivo a prendere sonno, l’esperienza di ieri mi ha scosso profondamente, e anche stamattina mi sono svegliato diverse volte con un senso di disagio. Non scendo comunque prima delle 8, solita colazione a base di uova e bacon, poi vaso a cercare un ATM: devo cambiarie ben 4 prima di poter prelevare alcuni dollari. Quando rientro sono quasi le nove, e il mio driver mi porta al killing field: dove i khmer rossi hanno compiuto uno dei genocidi più orrendi, uccidendo circa 3 milioni di cambogiani, quando l’intero paese ne contava poco più sette Ci vuole quasi un ora ad arrivare, sono 15 chilometri fuori dalla città, più il traffico mattutino. Mi aggrego ad un gruppetto di inglesi per una guida. Ci racconta le atrocità di quel posto, dove venivano deportati dapprima tutti i funzionari del passato governo, poi i dissidenti ed infine tutti, indiscriminatamente, compresi gli stessi membri dell’esercito che potevano essersi macchiati del grave crimine di tradimento se anche solo avessero dimostrato pietà per qualcuno. Ci viene mostrato un film, le armi, spesso i “prigionieri” venivano uccisi a bastonate per risparmiare pallottole, ci vento o mostrate le fosse comuni, da dove ancora oggi sbucano vestiti e ossa, sepolti solo da un sottilissimo strato di terra depositata negli anni. Ai bambini la sorte più crudele, venivano sbattuti ciolentemente contro un albero tenuti per i piedi, quando ancora più atrocemente qualcuno “si divertiva” a lanciarli in aria gridando “pull”. Ora mi spiego meglio quello che vedo in giro, vedo una nazione molto giovane, che ha voglia di emergere, ma che é fondamentalmente triste. La ferita é ancora molto fresca, alcuni dei gerarchi sono ancora vivi e in libertà, e ci va tempo perché si formi una nuova generazione di medici, ingenieri e imprenditori, soprattutto perché nessun tribunale ha liberato completamente la scena e molto spesso i politici sono ancora imparentati con quella classe di militari assassini. Polpot si faceva chiamare il primo fratello, poi venivano il secondo, il terzo eccetera: trovo davvero assurdo come l’idea cosi sociale del comunismo possa derivare in questi estremi così disumani. Esco e sveglio il mio driver, che si alza assonnato e mi dice che ha bisogno di un caffè: ci fermiamo poco più avanti e, mentre io prendo un caffè tipo quello turco, lui beve diversi bicchieroni di caffè con ghiaccio allungato con acqua. Ripartiamo e dopo un ora mi faccio lasciare al mercato centrale, davvero pieno di tutto, faccio diversi acquisti, é molto conveniente, poi verso le 13 cerco un posto per mangiare. Non ci sono posti turistici vicino ma vedo un luogo sponsorizzato per pranzi di lavoro con wifi gratuito, mi piazzo li dentro e faccio pranzo, mentre fuori inizia a piovere. Continua a piovere, sono ormai le 4 e meno male che ho internet, ho passato 2 ore a leggere le news arretrate, a scrivere e a leggere, il cielo é ancora cupo, spero di non passare qui altre 2 ore, é vero che non avevo altri programmi, ma inizio a spazientirmi. Qui fanno una granatina di mango che é superba, ne ho già prese 2, ma ci starebbe anche la terza, invece ogni tanto passa la tipa e mi riempie il bicchiere di the, inizio a leggere un libro e ne leggo 150 pagine quando, sono ormai le 5:30, decido di uscire nonostante non abbia smesso di piovere. Cerco la direzione sul mio iPhone, provo ad andare da solo, la strada é larga e non ci sono nemmeno ripari, appena ne trovo uno mi fermo, cerco con lo sguardo un tuk tuk, ma quei pochi che passa o son già occupati, vabbeh proseguo. Trovo una strada che mi é familiare, massi, son quasi arrivato, rifiuto persino uno che mi darebbe un passaggio in moto, cento metri e son arrivato. Salgo in camera e faccio una doccia, rimango fino a quasi le otto a leggere il libro che mi ha proprio preso: parla della vita nel Medioevo, ma ritrovo alcuni degli aspetti che leggo proprio qui, la disperazione della povertà, l’arrangiarsi per sopravvivere, inventarsi qualcosa dal quale trarre profitto, l’invidia per i più ricchi… Intanto si da sentire la fame, quando metro il naso fuori piove ancora, ma non ho voglia di mescolarmi al resto di turisti arrivati oggi che affollano la mia guesthouse, così mi incammino verso il fiume, qualche goccia d’acqua non é poi così grave: quando non piove sei bagnato di sudore, almeno quando piove la temperatura é più bassa, così sei bagnato lo stesso, ma puzzi di meno :) stasera provo un piccolo ristorante, subito non mi convince molto, prendo un piatto col pollo: é una rolatina, con dentro il formaggio, e tutto ricoperto e fritto nel bacon, il tutto servito assieme ad un pure’ spaziato: delizioso ed abbondante! Wow! Continuo la passeggiata e cerco nuovamente un bancomat! Mi accorgo che facendo un paragone con la Thailandia qui forse spendo di più. Nonostante questo sia un paese molto più povero e arretrato c’é una netta differenza tra i prezzi per turisti e quelli per i locali: per una cena al ristorante ci vanno almeno 10 dollari, che sono quasi 8 euro, mentre in Thailandia, col cambio in bath, ne spendevo 6. Arrivo davanti ad un hotel col bancomat all’interno, prelevo e tornando indietro mi fermo allo shop dei massaggi: massaggio tradizionale khmer: 10 dollari. Massi, stasera é l’ultima sera qui, vediamo com’é. Mi accoglie una ragazza e mi pone il menù:) faccio quello tradizionale! La sala é arredata molto bene e condizionata, mentre la tizia inizia il mio massaggio e chiudo gli occhi, sento gemere di dolore di fianco a me, mi volto e vedo tra le tende trasparenti una piccola cambogiana in piedi sulla schiena di un grosso francese. Lei ride, mentre lo massacra e io sorrido alla mia, chiedendo:”é lo stesso massaggio che farai a me?”. Mi rispondono all’unisono le due massaggiatrici “yesss the same” , tutte divertite! Il massaggio é in effetti stato decisamente più energico di quello thailandese, ma é praticamente identico nei metodi: non mi convince, probabilmente i veri khmer, manco li facevano i massaggi:) ad ogni modo é stato fantastico, sono uscito in pace con il mondo, sereno, e tutto allegro me ne sono ritornato in albergo. Domani dovrebbe essere una giornata un po morta, devo lasciare l’albergo alle 12, ma fino alle 17 non ho l’aereo, che vuol dire che arriverò a Bangkok tardi per uscire, boh, vedremo, intanto devo sistemare i bagagli. Mi hanno detto che con air Asia, non posso avere un bagaglio superiore a 20 Kg, spero di non aver problemi con tutto quello che ho comprato !